FESTIVAL DEL TEATRO FORENSE 2018

Avvocati e magistrati sono i protagonisti, dal 28 al 31 maggio,  sul palcoscenico del Teatro Golden, degli spettacoli che saranno rappresentati all’interno del Festival del Teatro Forense, giunto alla sua V edizione, ideato ed organizzato da Vincenzo Sinopoli. Il Festival gode del patrocinio dell'Ordine degli avvocati di Roma e dell'Associazione Nazionale Magistrati.
Sul palco artisti particolari che ogni giorno amministrano la giustizia nelle aule dei tribunali e che in questa occasione la rappresentano negli spettacoli che affrontano temi e storie legati alla giustizia. Lo spettatore si troverà proiettato dentro un processo dove parole, gesti, cavilli sono gli stessi di quelli che si celebrano nella realtà. La particolare disposizione del teatro su tre lati consente a tutti gli spettatori di essere parte integrante della rappresentazione, finendo per essere i veri giudici del processo. Il Festival si concluderà il 5 giugno con la serata di premiazione.

LUNEDI 28 MAGGIO ore 21.00
I tre moschettieri… 20 chili dopo
di Luca Buccella, Gianni Buontempi, Michele Livrizzi
compagnia La Favola di Ernesto – Parent Project Teamcon Federico Ferraro, Pietro Vasta, Tommaso D’Orazio, Gianni Cadavero, Luca Biondi, Marco Silvi, Antonello Di Corato, Eleonora Lunardi, Fabiana Boccia, Massimo Caravetta, Giuseppina Arista, Olimpia Cello, Edoardo Cecilia, Antonio Mengano, Rita Giuffrida, Bruno Esposito, Denise Comandini, Cristiano Perrucci costumi Eleonora Lunardi scenografie Gabriella Buccella realizzate da Nuova Ellepidue musiche, arrangiamenti e montaggi video Cristiano Perrucci coreografie e corpo di ballo Maurizio Severaregia Gianni Buontempi. 

D’Artagnan e i suoi amici hanno vissuto e combattuto senza farsi domande sull’oggi o sul domani, in una lotta che è stata insieme gioco e sfida del destino. Ma, si sa, il tempo, conquistatore, avanza ed i tempi mutano inesorabilmente. Gli autori di questa commedia si sono presi, perciò, la libertà di immaginare un epilogo diverso della storia di questi eroici personaggi. Anche per loro arrivano i capelli bianchi, gli acciacchi e vent’anni si convertono in venti chili di troppo. I mutamenti nel corpo si trasferiscono alla mente e D’Artagnan, colpito da altri avvenimenti scoraggianti, comincia a chiedersi se vale la pena essere eroe. E’ così che  la  scanzonata compagnia di combattenti coraggiosi si tramuta, con il gusto deformante tipicamente italiano, in una armata Brancaleone di ex eroi, pieni di malanni fisici, malinconici e goffi, ma che conservano nonostante tutto l’antica dignità. Sicuri che ad un D’Artagnan di questo tipo si voglia bene lo stesso, vi auguriamo buon divertimento!

MARTEDI 29 MAGGIO ore 21.00
Karma e valium
di Maria Pia Sabatini
compagnia Illegale
con Patrizia Russo, Corrado Sabellico, Alessandra Cattel, GianCarlo Lima, Rodolfo Di Martino, Maria Pia Sabatini, Francesca Vizzini, Rossella Sandrelli, Valeria Silla, Leonardo Benedetti, Luigi Piccarozzi
consulenza ed assistenza tecnica Alessandra Sani
regia Maria Pia Sabatini

Un timido commercialista ipocondriaco, uno chef “seduttore” e le loro vicine di casa, tutti alla ricerca di sé stessi e del vero amore. Come fare? Prima di tutto, sarebbe bene che ognuno ritrovasse il proprio equilibrio, ma… meglio qualche goccia di Valium o la psicoterapia? Riusciranno i rimedi “scontatissimi” trovati su internet a risolvere i problemi di tutti? Sembra proprio che ci sia un “goodcoupon” per ogni esigenza, basta cercare… e essere disposti ad accogliere in casa, per una settimana – vitto e alloggio compreso, s’intende – due improbabili terapiste. Questi gli ingredienti di una divertente commedia degli equivoci, nella quale tutti cercano di apparire migliori di come sono, anche a costo di cambiare la propria identità…

MERCOLEDI 30 MAGGIO ore 21.00
Il bandito Giuliano
Una strage di Stato – 1° maggio 1947
di Luigi di Majo/Teatro Inchiesta
compagnia Le Toghe in Giallo
con Antonio Buttazzo, Pino Nazio, Luciano Faraone, Ferdinando Abbate, Giulio Eccher, Elisabetta Magrini, Valerio Giordano
le canzoni sono interpretate da Beatrice Palmeaccompagnata dal chitarrista Andrea Causa Pruna
voce fuori campo Stefano Miceli
conduzione e regia Luigi di Majo
Interverranno, dopo lo spettacolo, il senatore Emanuele Macaluso e il senatore Michele Figurelli (già membro della Commissione antimafia dal 1996 al 2001)
Subito dopo il successo della sinistra alle elezioni regionali (20 aprile 1947) contro i monarchici e i separatisti, il popolo dei lavoratori festeggia a Portella della Ginestra (Palermo), il 1° maggio 1947, la vittoria nei confronti anche dei feudatari-latifondisti della Sicilia. All’improvviso dalle colline circostanti partono raffiche di mitra che uccidono decine di persone e ne feriscono più di trenta (tra cui donne e bambini), responsabile la Banda Giuliano. Non sono mai state approfondite le indagini per individuare eventuali mandanti. Un intrigo internazionale, nel quale sono coinvolti apparati statali (politici, polizia e carabinieri) ambienti mafiosi massonici e servizi deviati americani. Una lacerazione profonda nel cuore della giovane democrazia italiana, coperta, ancora oggi, dopo 70 anni, da Segreto di Stato.

GIOVEDI 31 MAGGIO ore 21.00
L’odore delle donne
di Carlo Selmi
compagnia FITA Roma
con Giovanni Caraccio, Andrea Ardone, Iolanda Zanfrisco, Daniela Alessandrini, Vincenzo Cicero, Eleonora Selmi, Manuela Vacca, Paola Zarra, Dino Statella
scene e costumi La Nave dei Folli aiuto regia Daniela Alessandrini
regia Marco Bonamoneta
Un ufficiale ormai in congedo, cieco per un incidente, progetta uno spettacolare suicidio. Carico di ironia dissacratoria conduce la sua esistenza non considerando seriamente le cose della vita (nemmeno sé stesso). Con un giovane attendente inizia un viaggio che lo condurrà a Napoli ove ha appuntamento con il suo compagno di sventura. In mezzo figure della sua esistenza intercettate nel percorso che evidenziano la sua scanzonata tragedia. Il finale sarà recuperato dal persistente e disperato amore di una giovane ragazza che lo antepone ad ogni sua esigenza.

5 GIUGNO ore 21.00
Cerimonia di premiazione
con Roberto Ciufoli, Augusto Fornari, Toni Fornari, Simone Montedoro, Cristiana Polegri, Giancarlo Rattipresenta la serata Laura Ruocco
Presentazione dei libri“Le Radici e la Storia della Professione Forense” di Enzo Borgna e “Discettando e Poetando su un mondo tribolato” di Pasquale Ciampa  

Spettacoli ore 21.00
Biglietto € 10,00
Info e prenotazioni 06.70493826 – info@teatrogolden.it


TEATRO GOLDEN
Via Taranto, 36 00182 ROMA
Tel. 06.70.49.38.26


Ufficio Stampa  Teatro Golden Daria Delfino tel. 347.6687903 daria.delfino@gmail.com

 


Giugno e Luglio 2018 rendez-vous ai Teatri di Pietra


DAL 1 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2018
Parco di Malborghetto e Villa di Livia


dal 1 al 26 Giugno
TEATRI DI PIETRA
Antiquarium Arco di Malborghetto


dal 28 Giugno al 4 Luglio
OPRA PRIMA - TEATRI DI PIETRA
Villa di Livia (Prima Porta)


dal 5 al 29 Luglio
TEATRI DI PIETRA
Area Archeologica di Malborghetto
Tornano i Teatri di Pietra, quest'anno con la direzione di  Sebastiano Tringali, Fabio Lorenzi e  Aurelio Gatti, da molti anni appuntamento immancabile alcuni tra i siti meno noti, ma di grande suggestione del Lazio: Arco di Malborghetto e Villa di Livia.  Al via la XIX edizione della rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali e archeologici, attraverso lo spettacolo dal vivo, con oltre venti aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito, ideata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma per Villa di Livia e l’Arco di Malborghetto, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio, il Parco di Veio e il Comune di Roma - XV Municipio.
Le nuova edizione presenta interessanti novità di respiro internazionale, con ventitré appuntamenti e alcune prime nazionali, che saranno ospitati all’interno dell'Antiquarium dell’Arco di Costantino, nell’adiacente Parco Archeologico di Malborghetto e presso la Villa di Livia, dove si terranno reading dedicate alla drammaturgia contemporanea.
La rassegna inizia all’Antiquarium di Malborghetto con due prime nazionali, l’1 e il 2 Giugno con “FLORA SCENICA SPONTANEA/ORIGINI”, performance artistica che coniuga la pittura di Alessandro Giuliani, con danza e musica, in un’interessante e originale contaminazione tra le arti; il 7 e 8 Giugno è la volta di “DIMMI, TIRESIA”, uno spettacolo di teatro-danza, di e con Luisa Stagni; il 13 GiugnoU CICLOPU, GIUFA’ E FIRRANZANU” di e con Gaspare Balsamo, studioso e interprete  dell’antica arte del cunto; il 15 e 16 Giugno, “PENTESILEA VS ACHILLE”, il mito arcaico che vede Achille uccidere Pentesilea, è stato rivisitato dalla penna di Francesco Randazzo, in chiave contemporanea; il 20 Giugno, “ALLE ACQUE”, quattro pièces coreografiche a firma di Loredana Parrella,  che indagano il tema del corpo in relazione all’elemento acqua; il 22 e 23 Giugno altra prima nazionale con “PANNYCHIS”, diretto da Mariagiovanna Rosati Hansen, la rivisitazione ironica della Pizia che condizionò i destini dei Greci dai tempi di Edipo; il 26 Giugno, si conclude la programmazione dell’Antiquarium con la danza di  Charlotte Zerbey e Alessandro Certini per  SENTIMENTO JOURNEY/THE TRIP”, uno spettacolo ironico che mette in gioco danza, voce e musica dal vivo.

La rassegna si sposta nell’adiacente Parco di Malborghetto, il 5 Luglio, con “MAREA”, canti e musiche del Salento, di e con Enza Pagliara; il 6 Luglio, il mito di “DAPHNE”, rivive con la regia e coreografia di Aurelio Gatti; l’11 Luglio è la volta di “PAN…CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA”, sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, con la regia di Simone Migliorini; il 13 Luglio, “L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE”, interessante adattamento da Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti; il 19 Luglio, “CARMINA BURANA”, la famosa cantata scenica di testi poetici medievali; il 20 Luglio, altra prima nazionale, “ADELPHOE (I FRATELLI)”, la nuova comicità da Publio Terenzio Afro, per la regia di Silvio Giordani, con Pietro Longhi e Paolo Perinelli; il 26 Luglio, “ANIMA BAROCCA”, a cura della compagnia musicale Ecovanavoce, che propone performance tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale; il 28 Luglio, “PAPPOSILEIDE”, cantata semiseria ispirata al fauno, signore della fertilità e dell’ebbrezza, con un ensamble partenopeo d'eccezione; ultimo spettacolo, il 29 Luglio, vede in scena “DEJAME QUE TE CUENTE: IDENTITAD”, una compagnia di Santo Domingo con uno spettacolo di teatro antropologico che coniuga la cultura taina e africana attraverso i loro miti balli, canti e sonorità.

OPRA PRIMA, la sezione di inediti a Villa di Livia, inaugura il 28 Giugno con “EIKONES” di Cecilia Bernabei, che mette in scena personaggi femminili che hanno segnato la storia e il mito. Il 30 Giugno, Anna Pavignano, storica sceneggiatrice di Massimo Troisi, si cimenta per la prima volta nella drammaturgia teatrale con “LA SVEDESE”, tratto dal suo ultimo romanzo.  A conclusione degli appuntamenti a Villa di Livia, il 4 Luglio, “STORIA NOTTURNA: LA VISIONE DEL SABBA”, di Alma Daddario, il processo alle streghe come specchio di crisi epocali alla ricerca di un capro espiatorio.


IL PROGRAMMA:

dal 1 al 26 Giugno
TEATRI DI PIETRA
Antiquarium Arco di Malborghetto
danza/teatro/musica/poesia/paesaggio/visione/archeologia


1 - 2 giugno
Ecovanavoce -MDA Produzioni
FLORA SCENICA SPONTANEA/ ORIGINI
idea, tele e dipinti Alessandro Giuliani
danza Arianna Di Palma
musica ECOVANAVOCE
- sezione TELE TAGLIATE D'AUTORE -
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7 - 8 giugno
MDA Produzioni danza
DIMMI, TIRESIA
di e con Luisa Stagni
Luca Piomponi Lucrezia Serafini
e Massimo Carrano
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13 giugno
Retablo
U CICLOPU
GIUFA' E FIRRANZANU

di e con Gaspare Balsamo
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15 -16 giugno
Bottega del pane
PENTESILEA VS ACHILLE
di Francesco Randazzo
regia Cinzia Maccagnano
con Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu
Cristina Putignano
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20 giugno
Cie Twain
ALLE ACQUE
regia e coreografia Loredana Parrella
con Yoris Petrillo, Caroline Loiseau, Luca Zanni
Maeva Curco Llovera, Gianluca Formica
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22 -23 giugno
Istituto Teatrale Europeo - Abarico
PANNYCHIS
di Helena Hansen
regia Mariagiovanna Rosati Hansen
con Annamaria Guzzio, Renzo Imbroinise, Clif Imperato, Camilla Cuparo
Valentina Tramontana, Carlo Coculo
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26 giugno
Company Blu
SENTIMENTO JOURNEY /THE TRIP
danza e voce Charlotte Zerbey e Alessandro Certini
musica Piero Corso e Spartaco Cortesi
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Orario : 21,00

Ingresso 12 euro intero  – 10 euro ridotto – 5 euro convenzionati / associazioni / studenti
biglietti online : www.liveticket.it

Info & prenotazioni: teatridipietra@gmail.com/ whatsapp 333 709 7449
/teatridipietra.blogspot.it ///


ARCO di MALBORGHETTO : Via Malborghetto , 3 -  ROMA
sulla Via Flaminia , altezza  Stazione Sacrofano



dal 28 giugno al 4 luglio
OPRA PRIMA - TEATRI DI PIETRA
Villa di Livia (Prima Porta)
drammaturgie e soggetti inediti da rappresentare


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28 giugno
Cecilia Bernabei
EIKONES
con Elena Baroglio, Nunzia Mita,
Angela Telesca, Eleonora Turco
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30 giugno
Anna Pavignano
LA SVEDESE
con Grazia Schiavo, alla chitarra Alessio Morabito
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4 luglio
Alma Daddario
STORIA NOTTURNA:LA VISIONE DEL SABBA
con Fabrizio Bordignon, Patrizia Schiavo,
Antonio de Stefano, Sarah Nicolucci,
chitarra e voce Elena d'Elia
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Orario : 18,30
Ingresso 8 euro intero – 5 euro ridotto: convenzionati / associazioni / studenti
biglietti online : www.liveticket.it

Info & prenotazioni : teatridipietra@gmail.com/ whatsapp 333 709 7449
/ teatridipietra.blogspot.it //


VILLA DI LIVIA - Lauretum
Via della Villa di Livia , Prima Porta - Roma



dal 5 al 29 Luglio
 TEATRI DI PIETRA
Area Archeologica di Malborghetto
danza/teatro/musica/poesia/paesaggio/visione/archeologia


5 luglio
MAREA
CANTI E MUSICHE DEL SALENTO 
di e con Enza Pagliara Dario Muci
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6 luglio
Mda Produzioni Danza
DAPHNE
da Ovidio, regia e coreografia Aurelio Gatti
con Carlotta Bruni, Rosa Merlino, Luca Piomponi
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11 luglio
Gruppo Progetto Città
PAN CRAZIO 
di Alma Daddario
regia Simone Migliorini
con  Simone Migliorini, Carlotta Bruni
musiche originali dal vivo  David Dainelli al violino Angela Zapolla 
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13 luglio
TORINO SPETTACOLI
L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE
dal De senectute di Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti
con Piero Nuti, Elia Tedesco,  Giovanni Gibbin
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19 luglio
ECOVANAVOCE
CARMINA BURANA 
dal Codex Latinus Monacensis con liriche di Gualtiero di Chatillon, Pietro di Blois, Ugo di Orleans
con Carlo Gizzi e Fabio Lorenzi, Paolo Fontana, Emanuele Bertolini
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20 luglio
CENTRO TEATRALE ARTIGIANO
ADELPHOE (I FRATELLI)
di Publio Terenzio Afro. regia Silvio Giordani
con Pietro Longhi, Paolo Perinelli
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26 luglio
ECOVANAVOCE
ANIMA BAROCCA
con Paolo Fontana, Carlo Gizzi, Fabio Lorenzi
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28 luglio
MICHELANGELO COMPAGNIA/gruppo 79
PAPPOSILEIDE
con Mario Brancaccio, Lello Giulivo, Simona Esposito, Maurizio Murano,
Anna Spagnuolo, Patrizia Spinosi
musiche Michele Boné
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29 luglio
ANACAONA TEATRO
DEJAME QUE TE CUENTE: IDENTITAD
Regia e interpretazione
Lucina E. Jiménez Lugo e Husmell Diaz Sanchez
Musica dal vivo
Esteban lvan León, Husmell Diaz Sanchez e Lucina E. Jiménez Lugo


Orario : 21,15

Ingresso 12 euro intero – 10 euro ridotto – 5 euro convenzionati / associazioni / studenti
biglietti online : www.liveticket.it

Info&prenotazioni :teatridipietra@gmail.com/ whatsapp 333 709 7449
/ teatridipietra.blogspot.it

AREA ARCHEOLOGICA DI MALBORGHETTO : via Malborghetto , 3 -  Roma
sulla Via Flaminia , altezza  Stazione Sacrofano



Ufficio Stampa
Alma Daddario & Nicoletta Chiorri
Mob. 347 2101290 – 338 4030991

                                 
                                      

Cogli l'attimo che fugge al teatro Argentina

Il Carpe Diem su cui è incentrata l'esistenza e la poetica del pensatore lucano Quinto Orazio Flacco, rivive sul palcoscenico del teatro Argentina il 19 maggio 2018, attraverso la bella voce e l'intensità di Alessio Boni, magistralmente diretto da Pino Quartullo, l'adattamento e i testi originali sono di Margherita Gina Romaniello, l'organizzazione e la produzione esecutiva è Esperanto Communication.
E'  un appuntamento speciale e unico quello all'Argentina, dove è ripercorsa l'esperienza umana e letteraria di un personaggio saggio e ironico che ha scritto versi destinati a durare nel tempo. 
Odi evocative, passi degli Epodi, delle Satire e frasi emblematiche di Epistole, preceduti o accompagnati dalla musica e dai canti atavici di Oscar Bonelli, mostrano lo spirito inquieto e gli slanci appassionati di Orazio, l'amico riconoscente di Mecenate, che seppe osservare i vizi e le virtù umane come uno Shakespeare ante litteram, per questo così teatrale e attualissimo.
Sul palcoscenico si agitano mille personaggi attraverso la narrazione di Alessio Boni, le donne amate dal poeta, la casa nella campagna sabina dove trascorse il suo tempo migliore, le anfore e il potere benefico del vino e del cibo e quello malefico dei disturbatori logorroici e incapaci di godere del bello che la vita può offrire loro prima di congedarsi da essa.
I beni materiali, appaiono privi di consistenza e la vera e unica conquista, nel breve tempo concesso all'uomo, è proprio quello di amare, rispettare gli amici senza dimenticare mai le proprie origini.
Forse è proprio una vita semplice il segreto della felicità e il messaggio del concertato a due, dove il passato e il presente convivono magicamente in un canto corale e straordinario.

di Tania Croce

Marzia Ercolani, poetessa coraggiosa.

Ricorrono i 40 anni dalla legge Basaglia. 

Ho letto "Testimoni del passato", dove il suo autore, lo psichiatra e scrittore Gianfranco Bernes, illustra il percorso di Basaglia, con il quale collabora ai tempi in cui c'era la segregazione tra i due sessi, nessun contatto tra uomo e donna, nessuna opportunità di dialogare. La psichiatria finalmente usciva dal manicomio per entrare sul territorio, per prevenire e curare.
Marzia Ercolani propone uno spettacolo incentrato sulla diversità, raccontando l'altra verità, quella di una diversa contro i diversi. S'intitola "I colori maturano la notte. Confessioni di una diversa Alda Merini".

Quella che segue è un'intervista appassionata, colta, emozionante. Leggetela tutta!

Ti sei ispirata a un testo emblematico come “L’altra verità: Diario di una diversa” di Alda Merini, trasformandolo in espressione fisica ed emotiva di un vissuto doloroso. Parlami del tuo approccio con il testo e delle tue esperienze in ambito psicologico o pedagogico che ti hanno formato

Alda è con me da molti anni. Credo di avere scoperto le sue poesie quando ero al liceo. Chi mi conosce sa quanto io ami la poesia, ne leggo molta, ne scrivo. La Merini è un’ ape regina, io un’apetta operaia.  Alda ha un linguaggio poetico trasparente, profondo e radicale, potente, capace di toccare le sensibilità dei giovanissimi o di coloro che solitamente non frequentano la scrittura poetica. Motivo per il quale ho scelto la sua figura, il suo diario, le sue parole, per questo progetto. La scelta di Alda è stata conseguente alla mia urgenza di raccontare cosa accadeva all’interno dei manicomi prima della legge 180. Volevo una forma semplice, narrativa, popolare, che avesse un valore informativo. Volevo un personaggio che sapesse parlar loro, un personaggio al quale potessero affezionarsi, popolare, dalla parola immediatamente toccante. Nasce così “I colori maturano la notte - confessioni di una diversa Alda Merini”. Ho elaborato la drammaturgia adattando le pagine del suo decennio in manicomio: “L’altra verità: diario di una diversa” . Ho inserito i suoi aforismi ad interrompere improvvisamente la narrazione, a spezzarla, come fossero lampi di pensiero interiore e ho dato spazio ovviamente a molte finestre poetiche, oasi dell’anima, a volte crude, altre dolcissime, i cui versi sono tratti da numerose raccolte, prediligendo in particolare “Terra Santa”, che la Merini scrisse pensando ai suoi anni in manicomio.
Per quanto riguarda la mia formazione artistica, ho studiato moltissimo e continuo a farlo, sono imperfetta, sempre bisognosa di allenare lo strumento voce e lo strumento corpo, sempre in bilico, mai arrivata. Mi sono diplomata al Centro Internazionale La Cometa di Roma nel 2000, dove ho ricevuto una formazione fisica e vocale di grande sapienza, ho potuto in quegli anni essere seguita da eccellenti attori, registi e pedagoghi italiani e internazionali come Lilli Cecere, Valeria Benedetti Michelangeli, Nikolai Karpov, Alan Woodhouse (fondatori della scuola assieme a Gianfranco Isernia), Roberta Nicolai, Flavio Albanese, Pierpaolo Sepe, Irina Promptova, Shona Morris. Negli anni dopo il diploma ho continuato a frequentare seminari e stage tenuti da talenti immensi, ne cito solo alcuni: Roberto Latini, Lucia Calamaro, Alessandra Cristiani, Daria De Florian, Doris Hicks, Geraldine Baron, Vivian Gladwell. Ho toccato e approfondito vari approcci, e ancora ho molto, molto da fare. L’uso del corpo è una mia caratteristica da sempre, fa parte della formazione ricevuta in accademia ma fa parte anche del mio vissuto, ho praticato moltissima danza, arti marziali, yoga. L’attore ha nella sua etimologia la parola atto, è colui che agisce. E io ho scelto di raccontare Alda facendola mia. Inoltre lei stessa parla spesso del corpo nei suoi versi, in molte foto espone il suo corpo possente e non giovanissimo in topless davanti all’obiettivo, come fosse un manifesto. Il verbo poetico della Merini è un corpo sacro, un’ostia che io tento di incarnare come fosse una mia personalissima preghiera.
Da alcuni anni ho iniziato ad insegnare, o meglio a condividere il mio bagaglio, tenendo stage e seminari intensivi un poco in tutta Italia, rivolti sia ad utenti amatoriali sia a giovani studenti di arte drammatica. E infine, con mia grandissimo piacere, ho iniziato un percorso pedagogico rivolto agli utenti psichiatrici e di tanto in tanto ho avuto alcune esperienze con i detenuti.

Potrei parlare ore ma non credo riuscirei a dire tutto. Giocare davvero ha effetti su chiunque riesca ad affidarsi al gioco. Il gioco va di là delle diversità, le ingloba tutte. A volte, gli ostacoli, i limiti, le deformità mentali o fisiche, la detenzione, attraverso il gioco e l’espressione di sé, possono magicamente diventare ricchezze o quanto meno essere trasformate in creazione, consapevolezza, verità. Posso fermamente dire che oltre all'enorme valore terapeutico che il teatro e altri linguaggi espressivi hanno nei pazienti psichiatrici, nei disabili, sui detenuti, in termini di libertà espressiva ritrovata, di gioco collettivo, di meritato protagonismo, di divertimento e spazio per raccontare e raccontarsi, per sentirsi unici, necessari, e al contempo uguali, oltre a questo enorme valore invito a riflettere sull’effetto che l’arte della recitazione sui pazienti psichiatrici, sui disabili, sei detenuti provoca a noi “normodotati”, a noi “cittadini legali”, che abbiamo la possibilità di essere loro spettatori. Un enorme, grandissimo, specchio di purezza, verità, meraviglia, unicità, istinto, urgenza, crudeltà, rabbia, che troppo spesso noi “sani e retti” perdiamo nei meandri della ragionevolezza, del vivere quotidiano e della morale pubblica. D’altronde “Visto da vicino nessuno è normale” diceva Basaglia. Personalmente sono io che imparo e continuo ricevere moltissimo da questi meravigliosi e complessi incontri.
Cerco sempre di stare attenta e di gestire la tendenza umana di giudicare, e ancor peggio, di pre - giudicare. Non ho mai commesso reati penali né ad oggi avuto bisogno di terapie psichiatriche, ma non dimentico mai che nel mio piccolo ho fatto moltissimi errori, e che ho chiesto aiuto a volte, scegliendo di confrontarmi con la psicoterapia, con la meditazione,  o con il confronto di gruppo, o ancora con altri approcci, per avvicinarmi alla conoscenza, alla gestione e alla cura di me stessa.

Atto Nomade, l'associazione che hai fondato e che dirigi è il tuo canto libero dell'arte, "un'arte che smuova gli umori, che non compiaccia, che non distragga, un'arte che risvegli..." come scrivi nel Manifesto per una cultura agita. Come donna e da donna, cosa pensi della difficoltà nel mondo oggi, di esprimere il proprio pensiero liberamente?

Come persona penso che in passato era ancora peggio e che questo sia il nodo più duro da quando l’umanità ha scoperto la conquista, la società strutturata, le gerarchie sociali. Mi chiedo se anche l’uomo e la donna primitivi fossero così censori, forse, mi dico, finché siamo stati molto vicini al nostro essere animale, forse si era più liberi. Come donna mi chiedi.  Che dire. Personalmente non amo dover pensare per “generi” sessuali, ma, ahimè, sarebbe come non vedere l’evidenza. Le società umane, più o meno in ogni cultura, ragionano per caste, generi, morali pubbliche e regole sociali. Noi donne siamo ancora travolte da tanta censura, da tanta strumentalizzazione della nostra stessa “ emancipazione”, e credo che, senza sminuire le colpe immense del patriarcato e del maschilismo imperante per secoli, tutt’ora presentissimo e più subdolo, noi donne dobbiamo guardarci dentro e prendere atto che abbiamo avuto per secoli e secoli una enorme responsabilità, una sorta di sottomissione, di complicità, di amore e di dipendenza per il “carnefice”, di accettazione e di autodistruzione che ha permesso cotanta censura e violenza nei nostri confronti. E questo non ci rende migliori. Siamo state carnefici di noi stesse e di altre donne. Abbiamo tanto lavoro da fare tutti, uomini e donne. La libertà credo abbia a che fare con la responsabilità. Essere responsabili, prendersi la responsabilità, rende liberi. Ma certo è faticoso. Essere liberi è molto faticoso. Per questo l’essere umano spesso si sottomette, si adegua alla censura, alla schiavitù. Si lamenta magari ma non agisce davvero. Perché essere liberi è faticoso. In primis responsabilità di non soffocare, di amare e guidare il proprio io, ciò che siamo, di conoscere la propria natura, rispettarla profondamente. Secondo step avere la stessa attenzione e cura con gli altri. Se tutti dessimo a noi stessi la possibilità di essere come siamo, di fregarcene dei giudizi e delle aspettative degli altri, di affrontare e gestire il dolore che diamo e che proviamo quando deludiamo per non essere come vorrebbero che fossimo, se ci permettiamo di faticare e lottare per affermare la nostra libertà di essere quello che siamo, sicuramente saremmo tutti più capaci di rispettare e accogliere anche l’altro da noi nel suo diritto ad essere come è. Di base mi pare che più censuriamo noi stessi, più diventiamo censori. E poi sai, forse, per dirla come Giorgio Gaber provocatoriamente diceva, è la lotta per ottenere la libertà che fa bene, la libertà fa malissimo. O meglio è una meta verso la quale tendere, forse solo un motore per evolverci e crescere ogni giorno.  

Immagina tra gli spettatori, la stessa Alda Merini. Quale parola o frase vorresti sentirle pronunciare alla fine dello spettacolo?

Sarebbe meraviglioso. Sarebbe emozionante. Sarebbe spaventoso. Forse non vorrei sentirle dire nulla. Forse mi piacerebbe essere abbracciata. E di quell’abbraccio ne farei un’armatura. Una nuova pelle. Una rinascita. Di quel silenzio ne farei una preghiera.
Intanto un abbraccio lo invio a te cara Tania, e ti ringrazio per la tua attenzione e lo spazio che mi hai dedicato, è stato un piacere essere intervistata da te. Che la poesia e il coraggio siano con noi. A presto.

Marzia



Grazie Marzia

PennadorodiTania CroceDesign byIole